Per il Monferrato è boom di acquisti dall’estero tra colline e borghi Unesco
Cresce la domanda trainata da prezzi più accessibili rispetto all’area delle Langhe. Prezzi su del +5,5% medio spinti dall’interesse di investitori e pensionati
Colline dolci disegnate dai vigneti e negli anni recenti da mandorleti in espansione, piccoli borghi e paesini dislocati sulle alture e cascine da ristrutturare sparse sul territorio. Oltre alle cantine vinicole.
«La febbre del mattone in Monferrato non conosce crisi, anzi, si sta addirittura trasformando – dicono da Scenari Immobiliari –. Se all’inizio furono olandesi e nordici a scoprire queste colline, ora è il turno degli americani, una tendenza nuova e in forte crescita. Nizza Monferrato è addirittura entrata nella top ten dei borghi più desiderati dagli stranieri, ma il boom coinvolge tutto il territorio».
I nuovi protagonisti sono spesso pensionati o persone in procinto di andare in pensione da Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Nord Europa. Cercano una vita tranquilla tra i paesaggi Patrimonio Unesco. La domanda verte quasi sempre su ville spaziose, sui 150-200 metri quadrati, già ristrutturate e dotate di terreno per la piscina. «L’entusiasmo è tale che c’è chi, soprattutto americani, compra addirittura senza vedere la proprietà, affidandosi solo a siti web e al passaparola di amici che li hanno preceduti», dicono dalla società.
Secondo i dati di Gate-away, infatti, si registra un aumento delle richieste provenienti dal Regno Unito, con una crescita media del +50% rispetto all’anno precedente e una quota del 15,33% sul totale a livello regionale. Una classifica che viene sempre guidata dagli Stati Uniti con il 20,69% delle richieste sul totale. Scorrendo le altre posizioni troviamo la Germania con il 7,91%, Olanda con il 6,17%, la Francia con il 5,15 per cento.
Le mete più ambite sono i borghi come Terruggia e Vignale Monferrato, ma non sono disdegnate le colline di Acqui o paesi come Cremolino. L’interesse è spinto anche dal fatto che, rispetto alle Langhe, il Monferrato offre prezzi più accessibili e un panorama più variegato.
Parte della domanda si rivolge all’investimento puro. Molti stranieri scelgono di trasformare le proprietà acquistate in attività ricettive di successo, come B&B o relais di lusso. Come è stato nelle Langhe all’inizio del successo della regione. Una tipologia di turismo che sceglie il Monferrato per restare, con i conseguenti benefici per il territorio, dal commercio alla ristorazione. Peccato avere perso negli anni una manifestazione di alto livello, come fu nei momenti d’oro il Festival della danza di Vignale.
L’analisi dei prezzi conferma la vivacità del mercato dell’area. Nel segmento casali e ville di pregio, i valori medi oscillano oggi tra 800 e 3.200 euro al metro quadrato, con una crescita annua media del 5,5%, superiore alla media piemontese (+4,2%) ma soprattutto nettamente più alta di quella nazionale (+2,8%).
Tra le aree trainanti ci sono Acqui Terme (+6,2%), Terruggia e Strevi (+6%), dove la domanda estera spinge verso l’alto le quotazioni dei casali ristrutturati. Nizza Monferrato mantiene la leadership nel segmento di lusso, con punte fino a 3.200 euro per mq per dimore con vigneto, piscina e vista sulle colline Unesco.
Si tratta di un mercato ormai polarizzato: da un lato piccoli centri come Pontestura o Camino, dove si trovano ancora opportunità intorno ai 900 euro al metro quadrato; dall’altro borghi di charme come Vignale, Terruggia e Cremolino, dove la componente estera sta generando una progressiva rivalutazione immobiliare. Anche se nei borghi molte case abbandonate negli anni e da riqualificare non trovano ancora i compratori.
Il Monferrato si conferma in questo modo la nuova frontiera del “lusso accessibile”: prezzi ancora competitivi rispetto alle Langhe, ma un appeal internazionale in costante crescita, sostenuto da paesaggi unici, enogastronomia e qualità della vita. E forse dalla capacità di raccontarsi, che finora è stata sotto traccia.
Fonte: Il Sole 24 ore

